Una professoressa americana a Lecco per l’internazionalizzazione del Polo del PoliMi

Written by
campus lecco _02

“Internationalising the campus in frugal times”. Una lezione italiana su come integrare studenti stranieri in un piccolo campus. Questo il titolo di un articolo pubblicato pochi giorni fa su un media internazionale online, University World News, dove si parlava del Polo di Lecco del Politecnico di Milano. La professoressa Alina Cordova, nel commentare con orgoglio l’inaugurazione di una residenza  universitaria, che accoglierà  250 studenti, in buona parte – si spera- internazionali, racconta, come in dieci passo dopo passo all’azione delle istituzioni,  ha affiancato interventi  di formazione, scambio, collaborazione,  che ha costruito come primo pilastro una comunità universitaria meticcia.  Il progetto del Politecnico mirava a integrare nel tessuto imprenditoriale studenti internazionali (Formare ingegneri stranieri) con ” l’obiettivo,  di sostenere le imprese italiane per incrementare la loro competitività,  proprio ai fini dell’ internazionalizzazione, promuovendo investimenti sul capitale umano”.
Sembra proprio che il campus di Lecco del Politecnico di Milano,  sia diventato un fiore all’occhiello non solo per la regione  che lo ospita, ma per l’università italiana, che ha creato una Knowledge smart city .
Alla testa del progetto 
UniverLecco è una associazione territoriale, costituita dalla Provincia, Camera di Commercio e Comune di Lecco dalle Associazioni imprenditoriali, professionali e sindacali locali, così come dall’IRCCS Medea-Associazione La Nostra Famiglia, Ospedale Valduce-Centro di Riabilitazione Villa Beretta e dall’Osservatorio Astronomico di Brera (INAF). Questo network, insieme con altri siti parte della rete, Cluster Lombardo TAV, Lecco Living Lab,  ha reso possibile la presenza e lo sviluppo di alta formazione universitaria e di centri di ricerca sul territorio, in particolare Politecnico di Milano e del CNR.
Ma la proff Alina Cordova racconta come passo passo si è costruita un’integrazione che oggi è fondamentale per  Lecco. Poiché l’internazionalizzazione si realizza quando un’università è in grado di attrarre  studenti da tutto il mondo. Le università più ricche, le americane per esempio, mandano i loro laureati, gli Alumni in giro nei grandi Saloni dove le università si mettono in vetrina, propongono benefit, stupendi d’oro una volta laureati. Ma in tempo di crisi, l’internazionalizzazione del Polo di Lecco del Politecnico  ha puntato su altri aspetti, per fare sentire protagonisti del proprio percorso di formazione i nuovi arrivati, nel attribuire cittadinanza universitaria, e nel tempo non solo quella , agli studenti stranieri,  in tanti mediorientali, indiani, rumeni, cinesi, pakistani, alcuni Nord Africani, russi, ucraini, messicani colombiani e brasiliani.  Con investimenti economici pari a zero.
Ma come ha fatto? La professoressa Alina Cordova, americana sì, ma di origini cubane, lo ha raccontato a University Word News con grande attenzione:
“Abbiamo monitorato il processo fin dal suo inizio: il primo input è stato quello di  offrire progressivamente corsi di sviluppo professionale in inglese, poiché la maggior parte degli studenti  erano interessati, e ne avrebbero avuto bisogno per il loro curriculum vitae. Così come abbiamo affiancato degli incontri sulla comunicazione interculturale e sui problemi da risolvere sul posto di lavoro. Altri temi  trattati di natura più pragmatica, vanno dai principi di leadership e team building, le questioni di genere, la scrittura del  CV,  la capacità di presentarsi e sostenere un confronto, e  la gestione del tempo. Il tutto in inglese, naturalmente, l’indiscutibile, attuale lingua franca della comunità internazionale”.
Iniziative che hanno raccolto una forte adesione, tanto da far nascere una struttura apposita: Campus Life and Student Resources ,  inaugurata con un solo addetto  ma con le giuste competenze e l’aiuto temporaneo di studenti assistenti. Oltre a offrire guida e sostegno alle organizzazioni studentesche, questo ufficio coordinava – e nella sua evoluzione lo fa attualmente –  eventi studenteschi avviati nel campus,  opportunità interculturali, sviluppo della rete tra l’università e la comunità locale,  la nascita di nuove laboratori professionali. E’ nato anche un nuovo programma di mentoring online chiamato e -Mentoring.
“Il feedback che abbiamo ricevuto da una recente indagine realizzata da mentor e studenti ha confermato  che se si agisce sul bisogni degli studenti, se  si monitora la possibilità di collaborazione all’interno e all’estero degli atenei, dedicando le risorse necessarie si trovano delle possibilità di qualsiasi istituzione –  commenta Alina Cordova – ovviamente, la chiave è stata quella di aver dedicato, personale competente per la gestione di qualsiasi programma”.

 

Article Categories:
Campus News

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Menu Title