A Nottingham, la top green university, però

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NOttingham

Si può essere in cima ad una classifica come università più green, quindi verde, ecologica,  sostenibile, ma nello stesso tempo intenzionata a abbattere un bosco di 600 alberi, alcuni dei quali raggiungono i 400 anni di età, per fare spazio al suo Sport Center?
Accade a Nottingham, città considerata ad alto tasso di occupazione, e  la cui Amministrazione comunale è  associata alla rete Smart City Partnership, dove l’Università è stata classificato al primo posto in una classifica di 336 istituzioni nel Green Metric Ranking of World Universities 2014, un ranking di tutto rispetto compilato da University of Indonesia  che mette in relazione le iniziative green delle università internazionali e  valuta 62 categoria, inclusi trasporti, energia, gestione del cambiamento climatico, smaltimento ecosostenibile dei rifiuti , e soprattutto   education sulle tematiche dell’ambiente, del riscaldamento del pianeta, della protezione delle risorse naturali.
La Nottingham University è stata al top di questa classifica  anche  nel 2013 e 2011.
I risultati pubblicati nel gennaio 2015 anche dal  Times Higher Education  mettono in evidenza un rilevante performance  delle università Statunitensi e del Regno Unito che occupano 13 delle prime 20 posizioni. L’Irlanda è presente co  due atenei , mentre l’Olanda, l’ Austria, l’Ungheria, il Canada e la Germany piazzano una delle loro università nelle top 20.
Le università italiane le ritroviamo dalla 96esima posizione in giù: Università di Bologna 96; Torino 99; Bari 140;Padova 142, Venezia Ca Foscari 153; Perugia 177; Università del Salento 197; Pisa Normale 205;  Ferrara 241; Milano Bicocca 276; Politecnico Torino 279. Siamo abituati a guardare le classifiche di questo tipo dalle ultime classificate per ritrovare i nostri atenei,  e comunque sebbene nell’ultima parte del ranking, ne sono state valutate una dozzina.
Ritorniamo all’Università di Nottingham, la numero uno, la più verde tra tutte e 336.  Il consiglio comunale è sul piede di guerra, ha contestato il progetto dell’università che disboscherebbe una parte del famoso Bosco dei cervi per far posto a un centro plurisportivo. Un attivista dell’Woodland Trust , Oliver Newham ha dichiarato ai giornali locali che: “Avendo guardato il progetto la costruzione del centro sportivo potrebbe andare avanti senza la perdita di questi alberi. Ciò che potrebbe salvarli è la riduzione del numero di campi da badminton attualmente proposto, da. 20 a 16″.
In realtà si tratterebbe del famoso bosco di Nottingham, parte della foresta che si estende nel nord del Nottinghamshire,  luogo dove si svolgevano le gesta  di Robin Hood e  del leggendario sceriffo di Nottingham  che perseguita Robin Hood per aver ucciso un cervo.  La mitica foresta ha subito diversi interventi pianificati dalla Governance cittadina e distrettuale, per l’organizazione dei trasporti, arredo urbano, costruzione di strade in città. Ma che lo faccia l’università più verde del mondo stride alle orecchie di molti, e pare dei studenti in particolare, molti dei quali si sono schierati con i Consiglieri Verdi dell’Amministrazione Municipale.
Il campus University Park di 120 ettari,  comprende  proprio la parte del vecchio parco dei cervi, si è conquistato una Bandiera Verde, quale premio per l’ottima gestione della struttura per 12 anni.

Il contrasto tra una decisione che sembra  completamente anti- green, e una valutazione internazionale  che pone l’università in questione tra le più sostenibili e attente alla questione dell’ambiente e difesa delle risorse, ha  fatto sì che il UI Green Metric University Ranking abbia conquistato le prime pagine di siti e giornale nel Regno Unito.
E’ certamente una occasione per parlarne  e per osservare  da vicino tutti i criteri che sono esaminati per valutare le università. Tra questi:  Setting e Infrastructure ; Energy and Climate Change ; Waste treatment and recycling activities; Water use in campus;  Transportation system e Education .
Cosa ha valutato l’università dell’Indonesia per verificare il livello della Green Education nelle università esaminate? Il numero di corsi relativi all’ambiente e alla sostenibilità offerti agli studenti; l’investimento economico  e in risorse umane dedicato alla ricerca sui temi della difesa ambientale; il numero delle pubblicazioni che l’università produce su queste tematiche, gli eventi relativi, la presenza di organizzazioni, societies, studentesche  sulle questioni ambientali  e l’esistenza di un sito internet universitario che sia dedicato esclusivamente ai temi green. E’ un bel promemoria per tutte le università, una pratica replicabile e che renda più consapevoli e coinvolti docenti, studenti,  e soprattutto governance.

 

 

 

 


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Campus News

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