Higher Education motore per l’economia in Uk, un rapporto

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infografica Grande UK UNI

Universities UK, The voice of UK universities, in pratica la Crui del Regno Unito, ha appena pubblicato un rapporto sull’efficienza delle università inglesi: “Efficiency, Effectiveness and Value for Money “. Lo hanno presentato con questa frase: “Ricordiamo a noi stessi quanto sia ‘good’ il settore dell’Higher Education,  importante mantenerlo così e renderlo migliore”.
C’è un hashtag #EfficientUnis. Ho cominciato a leggere l’executive summary, traduco velocemente i primi paragrafi:
Le università del Regno Unito sono importanti attori economici
Il settore:
• contribuisce almeno 73miliardi di sterline l’anno per l’economia nazionale
• è responsabile per oltre 10 miliardi di sterline degli utili dall’ esportazione
• supporta più di 700 mila posti di lavoro in tutto il Regno Unito
• incrementa il prodotto interno lordo (PIL) per unità di risorsa molto di più che la sanità pubblica, l’ amministrazione e il settore delle costruzioni
• crea 117 posti di lavoro nell’economia in generale per 100 persone impiegate direttamente in università
“Il nostro impatto economico e sociale si fonda su istruzione di livello mondiale – continua il rapporto – eccellenza e diversità nella ricerca e nell’innovazione; nel sostenere le esigenze delle imprese e del settore industriale in generale ; nella nostra reputazione globale per la qualità di istruzione superiore. Il settore si sta muovendo verso un record decennale nel produrre efficienza. Le università hanno costantemente realizzato gli obiettivi che erano stati fissati nella previsione dei costi
(1,38 miliardi di sterline in utili contro un obiettivo cumulativo di 1,23 miliardi ) con più di 1 miliardo di sterline di risparmi sui costi nel corso degli ultimi tre anni.
Le università in tutto il Regno Unito stanno rispondendo ad un ambiente più competitivo, con le esigenze di una comunità studentesca fortemente diversificata. C’è un imperativo: investire in infrastrutture e servizi ,con investimenti pubblici più contenuti, per garantire  un livello internazionale di work classe nelle università disponibile per soddisfare le esigenze degli studenti e per continuare a produrre  ricerca di eccellenza. Questi fattori fanno sì che le università hanno dovuto lavorare sodo per continuare a fornire rapporto qualità-costi…”
Il rapporto continua per 88 pagine, non so se lo leggerò tutto ma sono già stupefatta,  solo un paio di anni fa ci fu una grande sollevazione degli studenti inglesi che si videro aumentare le tasse universitarie, anzi triplicare sino a 9mila sterline.
Lo sappiamo le realtà sono diverse, l’università inglese è di altissima qualità da sempre. Ma non potremo noi replicare anche solo uno dei provvedimenti che sono stati portati avanti dai governi inglesi negli ultimi tempi?
Arriverà un giorno in cui la Conferenza dei Rettori pubblicherà un rapporto dove si parlerà  di efficienza e non  di tagli e continua mortificazione dei nostri Atenei?

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Campus News

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