Education Week dell’iniziativa Hour of Code

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Una scorpacciata di creatività, il 12 dicembre, nella settimana Computer Science Education Week dell’iniziativa Hour of Code, gli instancabili mentor del CoderdojoRoma, hanno organizzato nella sede del Bic Lazio di via Casilina, tre laboratori, pieni di sorprese, di nuove attività, di linguaggi di programmazione, che la maggior parte dei bambini partecipanti non avevano mai praticato.

Cronache da CoderdojoRoma

Niente paura, quando l’energia e la passione risuonano accordandosi insieme, la voglia d’imparare coinvolge tutti, e accade la magia della conoscenza insieme con la gioia e il divertimento. Le formazioni di Ninja e Mentor visivamente si presentavano nel seguente schieramento. Laboratorio Hour of Code, il più affollato si è svolto nella stanza grande che i nostri amici e complici del Bic Lazio ci mettono a disposizione : i minicoder neofiti sperimentavano la programmazione a blocchi con Scratch, come ci riferisce la  supermentor Valeria, nella prima parte programmando intorno al mondo di Minecraft. Valerio ha guidato i ninja negli scenari e tra i personaggi e le relative dinamiche del videogioco Minecraft. E ci ha raccontato come: “I ragazzi si siano comportati molto bene durante la prima parte, riuscivano tutti a risolvere i problemi senza troppe difficoltà. Molto attivi, proponendo soluzioni giuste”. Hanno interagito tra loro, cogliendo l’opportunità che questo game offre: esplorare un mondo generato casualmente, e che può essere modellato con la propria creatività, modificato e adattato alle esigenze di chi gioca, sia che si tratti di sabbia, terra e molti altri elementi.

Modificare, cambiare tutto, ovvero videoinventare giocando

Non è la prima volta per i bambini dai 7 anni in su, che hanno già frequentato il nostro dojo di avere avuto un approccio diretto con l’architettura di un videogame di successo e poterlo modificare mettendoci dentro il “proprio film dentro”.
Anche questa volta hanno sperimentato una abilità nuova, certo con la guida di mentor che sanno stimolarli e appassionarli. Continuando ad esplorare le aule laboratorio, superando un corridoio e l’angolo merenda, lo scenario è assai più movimentato, Nonno matematica, che abbiamo presentato a, stavolta si è armato di chitarra, e ha incitato le squadre impegnate nella sfida matematica con il numicon suonando e cantando. Il gioco è rimasto saldamente in mano alle tre caposquadra, tra ninja, che hanno gestito i loro giocatori mandandoli a occhi chiusi e a suon di musica a conquistare le placche numicon, per comporre la famosa tavoletta. I bambini sono riusciti a dare un valore numerico a colpo d’occhio, alla copertura della loro tavoletta composta dalle forme geometriche bucate del numicon, a volte indovinano talvolta ci vanno vicini. I più piccoli, hanno capito subito il meccanismo: hanno guardato le manine, le loro dieci dita, e hanno ricordato quanti di quei fori nella plastica avevano toccato a occhi chiusi, e così osservando la tavoletta alla quale mancavano proprio quei pezzi, si sono buttati, alcuni senza paracadute, a osare. Indovinando la quantità giusta. Ma questa era solo una fase preparatoria, tutti sarebbero stati coinvolti poco dopo, per costruire dei video, con tablet e smartphone, filmando con stop motion ciò che hanno fatto con i pezzi del numicon, le città, i villaggi, le case, o con delle sculture utilizzando una materia prima, assai familiare. Quali? Patate, grosse, piccole, piccolissime, irregolari, carote, kiwi, mele, e altro da far scorrere su sfondi colorati che riproducono quadri di pittori famosi, o su temi naturalistici. Loro occupavano uno spazio tra due sale, lavorando seduti per terra, poi intorno al tavolo. Come sempre allegri, in un caos gestito con competenza da nonno matematica e dai suoi mentor, che si mimetizzano volentieri tra i bambini, divertendosi anche loro. Uno spasso.

Alice Game con Pocket Code

Poco più avanti e si cambia volume (di voci e suoni) postura e movenze, in un’aula di ragazzi adolescenti, tutti concentrati su Alice Game Jam con Pocket code, stavano lavorando concentratissimi, sui loro smartphone o tablet, segendo alcune indicazioni che il mentor Alfio fa vedere loro sulla lavagna luminosa. Alice game
Hanno chiuso la porta a vetri, i più piccoli con la matematica felice, la chitarra e il loro dinamismo forse li distoglievano un poco.
Sembravano proprio dei ninja grandi, più grandi della loro età, solo alcuni di loro ha 13 o 14 anni, gli altri ne hanno meno. Ma i loro, occhi, la piega del capo, la postura della massima attenzione, li ha fatti crescere in consapevolezza. Stavano facendo una delle cose più serie del mondo: giocare!

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